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Peignée Verticale - Grand Chambéry Alpes Tourisme

L'ho provato per voi Canyoning nei Bauges Massiccio dei Bauges

L’ho provato per voi!

Tra immersione nella natura e superamento dei propri limiti, il canyoning è un’esperienza emozionante. È nel canyon di Ternèze, nel massiccio dei Bauges, che Pauline ha seguito un corso introduttivo al canyoning. Per lei è stata la prima volta in assoluto con questa disciplina.

Pronti
per l’avventura!

Il punto di ritrovo? Un piccolo parcheggio a Curienne, a soli 15 minuti da Chambéry. Una volta sul posto, l’istruttore tira fuori l’attrezzatura completa: scarpette, muta, guanti, passamontagna e casco. Spiega in dettaglio l’utilità di ogni pezzo, ci illustra le prime regole di sicurezza e, in un batter d’occhio, ci mettiamo tutto addosso. Siamo già pronti per tuffarci nell’avventura.

Fa molto caldo, sono un po’ preoccupato all’idea di dover indossare tutta questa attrezzatura per il tragitto a piedi che ci porterà al canyon. Ma possiamo indossare scarpe comode e **la camminata è facile e breve**, dura circa 20 minuti e ci ritroviamo subito immersi nella natura, nel bosco e all’ombra.

Una volta che il gruppo è arrivato sul posto, l’istruttore ci dà le istruzioni di sicurezza. Bisogna ascoltare davvero bene, bisogna saltare proprio dove ci dice di saltare. Ci spiega cosa succederà e **si comincia con un momento di acclimatazione**.

Primo tuffo

Ci fanno entrare subito in acqua, giusto per abituarci al grande sbalzo termico tra l’aria rovente e l’acqua gelida del canyon del Ternèze. La muta, ben aderente, diventa presto una seconda pelle protettiva. E poi, che gioia sentire quel fresco quando fuori fa così caldo!

L’iniziazione inizia con uno «scherzo» dell’istruttore: voltarsi di spalle alla corrente e lasciarsi cadere, senza vedere dove si salta. Una piccola prova di fiducia… e di coraggio! Passo dopo passo, si impara a lasciarsi andare e ad affidarsi alla guida. Chi esita può riprovare, finché la paura non si trasforma in un brivido di divertimento.

Poi arriva l’intensificazione. I primi salti sono minuscoli, solo per prendere confidenza con il movimento e mantenere la postura «dritti come una I» entrando in acqua. Successivamente, ci si cimenta con gli scivoli naturali e salti un po’ più alti. Bisogna arrampicarsi, scalare, infilarsi… e ad ogni tappa la sfida cresce. Il canyon si trasforma in un vero e proprio parco giochi, dove l’adrenalina sale man mano che si superano le cascate.

Sono nata a Chambéry e pensavo di conoscerne la storia… ma ho imparato tantissime cose! E soprattutto, è raccontata con così tanto entusiasmo che non vorresti mai che finisse. Vedere la propria città rappresentata in questo modo è piuttosto emozionante. Si percepisce anche una vera complicità tra gli attori, una bella armonia che rende lo spettacolo ancora più piacevole da seguire.

Maud

Brividi
e superamento dei propri limiti

C’è persino un tratto in cui bisogna rimanere in apnea per 1 metro e 50. Non si vede nulla, ci si trova nel fiume, sotto una roccia. Ciò richiede di saper nuotare e, soprattutto, di superare la propria paura.

Per chi non si sente a proprio agio in certi tratti, è possibile procedere con le calate in corda doppia. Ognuno può decidere se vuole mettersi alla prova in un determinato tratto e ricevere l’aiuto necessario. In ogni caso, il gruppo e l’istruttore incoraggiano tutti, ed è davvero stimolante.

Penso che per apprezzare il canyoning sia meglio aver già fatto un po’ di arrampicata, o non aver paura di provarla. Ci si sente più a proprio agio.

Ammetto di essere rimasta impressionata da quel passaggio in cui bisognava rimanere in apnea sotto una roccia. Ma alla fine è stato facile, proprio come ci aveva detto l’istruttore.

Fine della seduta,
con il sorriso sulle labbra

L’introduzione dura circa due ore. Lungo il percorso si cammina molto nell’acqua. L’istruttore fornisce spiegazioni sulla geologia del Parco naturale del massiccio dei Bauges, illustrando in modo molto chiaro ciò che si osserva intorno a noi nel massiccio.

Una volta terminata l’introduzione, c’è una breve passeggiata di ritorno di 5 minuti, sempre nel bosco. Si può mangiare un boccone e scegliere un aperitivo, per concludere con un momento in compagnia.

Non sapevo bene cosa aspettarmi prima di provarlo, ed è proprio per questo che oggi condivido la mia esperienza. Pensavo che sarebbe stato simile alla via ferrata, ma non mi aspettavo di stare così tanto in acqua e di dover nuotare.

Le mie impressioni e la mia opinione sul canyoning

Alla fine, sono contenta di aver osato fare i salti e sono felice di poterne parlare ai visitatori all’accoglienza dell’Ufficio del Turismo di Chambéry Montagnes. Osare saltare quando non si vede dove si atterra richiede davvero di lasciarsi andare. Bisogna fidarsi dell’istruttore e delle altre persone del gruppo.

L’attività è accessibile ai bambini a partire dagli 8 anni. Spesso hanno meno paura degli adulti!

«Un momento di relax all’insegna dello sport» Il mio consiglio per godersi appieno questa esperienza: lasciarsi andare e dare libero sfogo al proprio spirito infantile.

La mia top 3
di questa esperienza

  • Un momento di freschezza nella calura estiva,
  • Un’introduzione graduale e adatta alle capacità di ciascuno;
  • Un’attività divertente per gruppi composti sia da sportivi che da non sportivi.
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