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Louis Garnier Photography - Grand Chambéry Alpes Tourisme

La fontana degli Elefanti Podcast Chambéry’Cimes

Due monumenti, un’unica storia del XIX secolo

Da una parte e dall’altra del boulevard de la Colonne, due figure emblematiche vegliano su Chambéry. Da un lato, la fontana degli Elefanti, eretta nel 1838 per onorare la memoria del generale de Boigne, benefattore della città. Dall’altro, la statua della Sasson, inaugurata nel 1892 per celebrare il centenario della prima annessione della Savoia alla Francia.
Entrambe, nate nel XIX secolo, raccontano a modo loro la memoria e le aspirazioni di un’epoca. Monumenti che, con il tempo, sono diventati punti di riferimento familiari e imprescindibili del patrimonio di Chambéry.

Chambéry’Cimes – Episodio 03 

La fontana degli Elefanti

Questa fontana è un monumento alto quasi 18 metri che attira lo sguardo e affascina chiunque visiti Chambéry… Nella piazza detta degli Elefanti, quattro pachidermi uniti per la groppa lanciano acqua in una vasca di forma ottagonale… Ciascuno di essi sostiene una torre da combattimento sormontata da un bassorilievo o da un’iscrizione… Un’alta colonna simile a un tronco di palma sovrasta l’insieme. In cima, la statua di un uomo in divisa da tenente generale del re di Sardegna che tiene nella mano destra quello che sembra essere un documento e nell’altra una sciabola orientale… Quest’uomo? Si tratta del conte di Boigne, grande benefattore di Chambéry… Nonostante le apparenze, non vi è alcun legame tra gli elefanti di Chambéry e Annibale…

La Sasson

Eretta nel 1892 per celebrare il centenario della prima annessione della Savoia alla Francia rivoluzionaria, la statua della Sasson troneggia orgogliosamente in Place du Centenaire. Il suo nome, che in savoiardo significa «donna robusta», ben si addice al suo aspetto: una figura femminile che stringe al cuore la bandiera francese.

Ma il suo destino fu travagliato. Nel 1942, requisita come tanti altri monumenti in bronzo per essere fusa in Germania, fu smontata e spedita ad Amburgo, decapitata per poter essere caricata su un vagone. Il piedistallo rimasto vuoto divenne allora un luogo di resistenza: vi si deponevano fiori, ci si riuniva e, il 14 luglio 1942, oltre 3.000 abitanti di Chambéry intonarono La Marsigliese e il Canto degli Allobrogi, trasmessi già quella stessa sera da Radio Londra.

Ritrovato nel dopoguerra, il suo corpo mutilato rimane a lungo dimenticato nei depositi comunali. Solo nel 1982, grazie al ritrovamento di un calco della sua testa e all’impegno degli Amici del Vecchio Chambéry, la statua torna in vita e ritrova il suo posto, quasi nello stesso punto in cui si trovava in origine.

Diventata nel corso del tempo emblema della Savoia, della memoria e della libertà, la Sasson ci ricorda che un monumento può attraversare la storia, subire l’oppressione e rinascere come simbolo di speranza collettiva.

Chambéry’Cimes
è un podcast
Chambéry Montagnes

Registrazione, montaggio, missaggio e produzione: Kamel Bouziane, Art AbordSavoie.

Musiche di Skal.

In questa puntata: alla scoperta di Chambéry in compagnia di Chantal George, guida turistica specializzata in monumenti storici, Jacques Viout, vicepresidente dell’associazione «Les Amis du Vieux Chambéry», e Julie Chavaribeyre per l’ufficio del turismo.

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